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Fabrizio scomparso ad Assisi: una crisi mistica?

Capitolo precedente - La scomparsa di Fabrizio Catalano: un caso da risolvere

Fabrizio Catalano con i genitoriL’interrogativo più lancinante attanaglia i pensieri di Ezio e Caterina, i genitori di Fabrizio: dov’è finito il loro figlio?

La risposta è da ricercarsi nel luogo che l’ha ospitato, Assisi, una cittadina dall’aura sacra, testimone dei primi passi del profondo cammino spirituale di Francesco, destinato a diventare santo e punto di riferimento per moltissimi fedeli, fondatore dell’Ordine dei Frati Francescani e predicatore indefesso della fede cristiana. Questa roccaforte del Cristianesimo, elegiaco cuore dell’Umbria, ha forse cullato desideri e sogni di Fabrizio, un giovane in cerca della propria strada e, con tutta probabilità, investito da una crisi mistica fomentata dall’atmosfera locale, emanata dai tantissimi santuari del posto.

Ezio e Caterina arrivano in paese e la ricerca inizia, ma si rivela da subito in salita e la pendenza si carica di dubbi, perplessità e una moltitudine incredibile di variabili che si presenta ogni qual volta si verifichi una scomparsa così misteriosa: le difficoltà sussistono soprattutto in relazione al periodo estivo, nel quale i media privilegiano – nell’ottica della corsa alla miglior tiratura – occuparsi di gossip, galline in spiaggia, adoni impomatati e flirt fra ricconi ignari dei reali problemi del mondo. “Chi l’ha visto?”, il programma di Federica Sciarelli, è in ferie e non riaprirà i battenti fino a settembre. Le autorità si attivano ma le loro indagini saranno viziate, secondo le dichiarazioni di Caterina, da presunti "errori di procedura e pressapochismo imperante, sottovalutazioni e ricerche troppo approssimative".

I pezzi del puzzle sono sparsi e disconnessi, occorre quindi fare ordine e reperire indizi utili al processo investigativo condotto e coordinato dal magistrato della Procura di Perugia Sergio Sottani. Parallelamente prova a fare luce sul caso Francesca Bene, giornalista de Il Giornale dell’Umbria, anche lei coinvolta nella ricerca (che si paleserà lunga ed estenuante, soprattutto da un punto di vista psicologico) del diciannovenne Fabrizio. Limitativa a condizionante sembra essere proprio l’età del ragazzo, un dato che si appiccica sulla delicata questione come un’etichetta sulla quale campeggia a caratteri cubitali la scritta “Allontanamento volontario”. Fabrizio non è un minore e questo alleggerisce la pressione degli inquirenti, che non possono escludere l’opzione di una scelta libera, consapevole e, dunque, circoscritta pienamente ai termini di legge. Fabrizio ha voluto far perdere le proprie tracce? Se sì, perché, e quale motivo lo ha spinto a non avvisare i suoi genitori, a tenerli sospesi in un limbo di timori, sofferenza e pena? La vicenda si infittisce.

Continua...

Ultima modifica il Venerdì, 12 Agosto 2016 15:29

Samuele Pasquino

Classe 1981, nato a Torino. Laureato in Lettere nel 2009, diventa giornalista pubblicista tre anni dopo, contestualmente alla collaborazione con diversi giornali e realtà web. Critico cinematografico militante, fonda nel 2010 il sito Recencinema.it, di cui è proprietario e direttore responsabile. Stessi ruoli anche per il sito d’informazione QuiPianezza.it, dove esercita il giornalismo di cronaca e cultura nell’ambito della cittadina in cui vive, appunto Pianezza. Non ancora soddisfatto, nel 2014 crea DevoParlarne.it, dedicato al libero pensiero, alla parola e alla scoperta di nuove, appassionanti storie.

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